Gli Stati Uniti stanno vivendo un’ondata di freddo molto intensa e duratura, ciò è dovuto alla peculiare condizione del vortice polare che è stato continuamente insediato da onde intrusive dalle basse latitudini e ha facilitato la discesa di masse gelide verso l’America settentrionale, mi riferisco in particolare all’anticiclone aleutinico.

Parliamo di aria prettamente polare-continentale, le termiche hanno toccato a quota 1400 metri i -34°c (come in Nord Dakota dove si sono sfiorati i -40°c!). La lingua di gelo è penetrata molto a sud, fin verso i confini del Messico (basti pensare che una 0°c a 1400 metri si è avvicinata a latitudini tropicali). Le nevicate si sono susseguite su circa il 70% del territorio nazionale anche in forma di blizzard (bufera di neve con venti a oltre 40 km/h, visibilità sotto 1000 metri e windchil sotto i -25°c).

La neve è caduta anche in buona parte del texas e sulle coste del tipicamente mite Golfo del Messico, un evento assai raro, l’evento di gelo dovrebbe esaurirsi per le prossime ore, con circa 100 milioni di persone coinvolte e diversi disastri naturali dovuto allo scontro tra la massa fredda e la massa caldo-umida in risalita da sud.

TOLEDO (OHIO) Fonte: Alessio Taverna

Il satellite con la copertura nevosa è eloquente di quanto sia stata esteso e severo questo evento. Ciò che bisogna dire inoltre è che gli USA sono facilitati a questi fenomeni, la loro orografia prettamente pianeggiante sono una perfetta “rampa di lancio” per le ondate fredde che dal circolo polare non incontrano particolari ostacoli (come avviene in Italia con le Alpi) e hanno modo di sfogare tutta la loro energia cinetica e il loro carico di gelo (e che gelo!).

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