Come molti di voi sapranno, o per sentito dire o per oggetto di studi oggi 23 marzo è stata la giornata mondiale della meteorologia. La WMO (organizzazione mondiale della meteorologia) ha voluto omaggiare questa ricorrenza pubblicando questi prospetti che stimolano la riflessione di tutti. Partiamo col primo:

“Circa il 40% della popolazione mondiale vive entro 100 km dalla costa. L’innalzamento del livello dei mari ne sta aumentando la vulnerabilità ai rischi dovuti all’aumento di tempeste”

Fonte: World Meteorological Organization

Il messaggio è chiaro, siamo circa 7 miliardi e 900 milioni di persone sulla Terra. Per cui se la matematica non ci inganna il 40% sono circa 3 miliardi e 100 milioni le anime che sono a rischio fenomeni estremi e innalzamento del livello delle acque. Negli ultimi anni i fenomeni estremi sono aumentati a vista d’occhio. I cicloni tropicali sono mediamente più potenti e più numerosi (ne parlavamo anche qui), e inoltre tendono a colpire posti anche insoliti più a nord. Le notizie di città devastate dagli uragani si sentono spesso sui TG nazionali. Un altro grosso problema è quello dello scioglimento dei ghiacci (di cui accennavamo qui). Ogni anno viene persa una massa di ghiaccio pari a migliaia e migliaia di tonnellate, sono coinvolti sia i ghiacciai marittimi che montano/continentali. Cosa possiamo fare per arginare questi pericoli? Beh intanto un’attenta gestione dei gas serra è sarebbe un grosso passo in avanti. Poi bisogna predisporre previsioni del tempo e monitoraggi dell’atmosfera capillari ed efficienti a mio parere. E prevedere fenomeni estremi in tempo.

“L’oceano assorbe circa il 90% dell’eccesso di calore intrappolato dai gas serra ed è colpito duramente dai cambiamenti climatici”

Come sanno tutti i gas serra sono imputati come i responsabili fisici diretti dell’aumento di temperatura del nostro pianeta. Questi gas per la loro conformazione chimico/fisica hanno la capacità di “schermare” le radiazioni provenienti dalla Terra (che ha un nucleo caldo ben attivo). Oltre a trattenere il calore proveniente dal Sole. A lungo andare permettono all’atmosfera di scaldarsi sempre di più. Il calore è energia termodinamica, questa energia viene a poco a poco assorbita dai nostri mari e oceani. Grandi masse d’acqua con elevate temperature sono assai pericolose, poiché rilasciano lentamente calore. Il calore è benzina di ottima qualità per uragani e tempeste anche molto potenti. Motivo per cui il global warming non è cosa da sottovalutare, e oggi giornata mondiale della meteorologia va ricordato.

“Fino al 90% degli scambi commerciali è trasportato via mare. C’è bisogno di servizi di monitoraggio e previsioni di meteorologia per i mari per la sicurezza e l’efficienza”

Un mare con la “testa calda” è ovviamente pericoloso non solo per le popolazioni che vivono sulle coste ma anche per chi col mare ci lavora, pensate a tutti i pescherecci, navi militari, navi da crociera, piccole imbarcazioni. Pensate che attualmente sono registrate più di 17 milioni di navi nel mondo, numero in continuo aumento. E quindi è facile pensare al pericolo che corrono tutti i giorni i marinai. Per questo è indispensabile predisporre un adeguato sistema di rilevazioni e previsioni meteorologiche sempre più efficienti, per evitare che qualche nave finisca inghiottita in tempeste tropicali poco piacevoli in mare aperto. Per fare un esempio, il 4 febbraio 2013 in Atlantico settentrionale fu rilevata da una boa un’onda di ben 19 metri. Che poi molte cose che compriamo oggi sono trasportate via nave, per cui la ricaduta è anche su di noi che siamo davanti al pc.

“Gli oceani agiscono da termostato e trasportatore di calore, e dirigono il nostro tempo e il nostro clima”

Gli oceani sono degli eccezionali “termostati” perché riescono a contenere gli sbalzi di temperatura e a temperare gli estremi termici, avete mai sentito parlare di quel fenomeno secondo cui vicino grandi laghi la temperatura si tiene quasi costante durante tutto l’anno? Il principio è lo stesso, e lo dobbiamo alle proprietà chimico/fisiche dell’acqua. Non a caso terre lontane dai mari (prendi la Siberia) possono far registrare punte di -60/-70°c. Mentre zone come il Regno Unito hanno temperature che spesso faticano a scendere sotto lo 0 al piano anche a più alte latitudini. Inoltre gli oceani sono ottimi trasportatori di calore, tramite giochi di corrente (sono sicuro che ricordate come funziona…no? Allora leggete qui!) mitigando posti distanti tra loro anche 10000 km.

Se siete curiosi ecco il sito del WMO dove trovare ulteriori info.

Vi lascio con queste riflessioni e vi invito a seguirci sul nostro sito, per altri racconti e curiosità sulla meteorologia/climatologia, buona serata!

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