In questi giorni, e allargando il focus alle ultime settimane, la primavera più che mai ha mostrato e sta mostrando le sue molteplici facce proponendoci scenari che vanno dall’anticipo estivo di fine marzo fino all’inverno tardivo. E non si sono fatte mancare bianche e insolite soddisfazioni a chi nella neve trova anche fuori stagione una piacevole gioia nella sua leggerezza.

Ma i mesi di transizione non sono che un mix di eventi nonché il frutto della stagione calda che avanza e si contrappone alle morenti spire di un vortice polare oramai in fase di Final warming. A differenza degli altri anni, il continente euroasiatico questo inverno è stato partecipe attivamente nell’accumulo di un notevole serbatoio freddo che ora va dissipandosi velocemente, destrutturato dalla nostra stella, ma che ancora in questi giorni in concausa con un vigoroso anticiclone scandinavo (scand+) invia impulsi freddi ma non più gelidi dal continente euroasiatico verso il Mediterraneo. Il tutto in una sinottica di configurazione che avrebbe fatto sognare i freddofili di tutta Italia se si fosse presentata a gennaio, ma che per natura termodinamica invece viene proposta proprio nelle stagioni di interscambio proprio perché in questo periodo dell’anno come in ottobre, freddo e caldo “giocano” sullo scacchiere emisferico saggiando il momento propizio per imprimere lo start alla nuova stagione entrante.

I prossimi giorni e le proiezioni di tendenza elaborate dai modelli matematici mostrano ancora questa lotta fra un VP morente e le prime orde subtropicali che tentano di alzarsi di latitudine: già nella tendenza dei 7 giorni si notano differenze fra una corsa e l’altra nel prevedere una situazione ancora “paludosa” in termini di geopotenziali nel Mediterraneo nella quale però compaiono insidiosi promontori mobili a stampo subtropicale che cercano alleanze verso nord ad interrompere un egemonia artica in favore di una fase più stabile e più calda. Se vogliamo rapportarci infine con la statistica, ebbene maggio è il mese che sovente vede affermarsi l’estate al centro-sud peninsulare nel mentre al nord soprattutto versante occidentale sono le correnti sudoccidentali a curvatura ciclonica a imprimere a maggio l’onore o la sventura di essere il mese più piovoso dell’anno; questo perché con l’avanzare della stagione e la dissipazione dell’energia del vortice polare, va ripristinandosi la corrente a getto che trasporta soavemente il flusso atlantico in moto ovest/est trovando infine una statistica curvatura ciclonica su asse franco iberico e che espone il Mediterraneo occidentale e l’Italia nord occidentale sotto lo scacco ciclonico e per contrapposizione termodinamica un’azione subtropicale che dal nord Africa passa dal sud Italia verso i Balcani.

Tuttavia i dettagli di ogni previsione possono essere fatti solo entro le 96-120 ore e entro le 72 ore per quelli regionali, quindi meglio non confondere statistica (che è una media ponderata) con previsione che talvolta segue la statistica ma mai nei dettagli, quelli sì tutti da scoprire solo e esclusivamente a breve termine. Nelle immagini qui sotto che è focalizzata a 168 ore la differenza di dettaglio fra il modello europeo e quello americano che è notevole, ma è unanime la disfatta sempre più evidente del vortice polare.

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